Il bulldog inglese e la famiglia
di Micaela Cantini
  Il bulldog è "solo" un cane da compagnia?
Non esattamente.
Può rivelarsi anche un ottimo guardiano e in caso di necessità sa farsi valere anche come cane da difesa: ma resta un cane che deve vivere soprattutto in famiglia, dividere con noi ogni momento della giornata, giocare con i bambini e così via.
Insieme al boxer e al san bernardo, il bulldog detiene il primato di miglior baby-sitter a quattro zampe del mondo: gli inglesi lo chiamano the nurse dog, il cane tata.
Ma lui non si limita a svolgere questo ruolo con amore: lo fa con intelligenza. Sono numerosissimi gli aneddoti che chiariscono quanto il bulldog prenda sul serio le sue responsabilità verso i bambini.
Riporto una citazione molto esplicativa ricavata dal libro Il bulldog e il bouledogue francese di Umberto Cuomo (De Vecchi Editore):
Una femmina di mia propietà era solita accogliere il mio ritorno correndomi incontro festosa (...) una sera, al mio rientro, non me la vidi dinanzi e, stupito, la chiamai. Non rispose. La trovai poco dopo nella stanza di mia figlia Valentina che allora aveva poco più di un anno, immobile e scodinzolante che mi guardava con l'espressione di chi dice "scusa ma non potevo propio muovermi". Infatti Valentina era traballante accanto a lei e si reggeva in equilibrio, muovendo i primi passi della sua vita, tenendosi saldamente attaccata a un orecchio della povera bestia, che propio per evitare che la bambina cadesse non si era mossa.
Ma questo non è certo un caso isolato.
Una mia amica, titolare di una coppia di bulldog piuttosto anziani e di un'ulteriore coppia di figli piccolissimi, quando rientra dal lavoro dà il cambio alla "nonna-sitter" che abita di fronte e che si occupa dei bambini al mattino. Quando lei suona il citofono, la nonna torna a casa sua: e se ha fretta può accadere che i bambini restino soli per due-tre minuti, il tempo che impiega la madre a salire le scale.
Bene,un giorno la mia amica, rientrando, ha trovato il bulldog maschio che montava strenuamente la guardia alla porta finestra che dà sul suo balcone: con il suo corpo faceva da "scudo" impenetrabile, impedendo ai bambini di passare, e in questo modo ovviamente aveva spinto i bambini a voler passare propio di lì. Quindi i piccoli cercavano di spingerlo via in ogni modo: e il bello è che la femmina dava man forte ai bambini, mordicchiandogli le orecchie per farlo spostare. Mentre lui resisteva stoico e impavido, la mia amica si chiese perchè il cane stesse facendo così: il balcone è protetto da un'adeguata ringhiera, quindi i bambini non avrebbero corso alcun pericolo se avessero varcato la portafinestra.
Poi ricordò.
Il giorno prima si era inceppato il meccanismo della tenda da sole e per risolvere il problema lei aveva portato una sedia sul balcone.
Temendo che i bambini potessero arrampicarsi sulla sedia (situazione, questa sì, potenzialmente pericolosa), lei aveva gridato ai figli di non uscire mentre cercava gli attrezzi adatti per la riparazione. Ormai la sedia non c'era più, ma questo il cane non poteva saperlo: lui ricordava solo il "no!" che era stato gridato ai bambini. E così, sentendosi responsabile della loro incolumità, appena uscita la nonna si era precipitato a difendere la porta "tabù" (pensando probabilmente che la sua compagna a quattro zampe, che invece si era schierata con i bambini, fosse un'irresponsabile superficiale).
Questi esempi non sono solo significativi del grande amore che lega il bulldog ai bambini, ma anche del fatto che questi cani si sentono parte integrante della famiglia e che ci tengono a fare la loro parte affinchè in casa tutto fili a dovere.
Non solo hanno una "faccia" quasi umana, dunque: sono anche capaci di veri "ragionamenti" quando devono risolvere un problema inerente la famiglia. Tutto questo li rende indubbiamente cani unici al mondo.
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